Pinocchio, cadetto imperfetto

Pinocchio cadetto imperfetto

Storia di bulli, fate e capitani poco coraggiosi

testo e regia Renzo Pagliaroto
con Tino Calabrò, Paolo Cutuli, Daniela D’Agostino
scene e costumi Arianna Manno, Maria Concetta Riso
disegno luci Andrea Naso
durata: 55′
età: dai 4 in sù

Lo spettacolo ha come protagonista uno dei monelli più famosi della letteratura per l’infanzia: il Pinocchio di Carlo Collodi. Divenuto un bambino in carne e ossa, Pinocchio abbandona i cattivi propositi e le cattive compagnie che lo hanno da sempre caratterizzato e inizia un percorso di impegno, sia nel comportamento che a scuola, per dimostrare riconoscenza al padre Geppetto e alla Fata Turchina. Quest’ultima però, per ricordargli chi era e quale è la sua storia, e come monito a non mentire mai più, gli ha lasciato il naso di legno in un corpo da bambino. Il nuovo Pinocchio è però posto di fronte alla difficoltà di far accettare la sua diversità fisica e di confrontarsi con certe dinamiche relazionali tipiche della sua età, in cui anche i buoni propositi e gli sforzi per ottenere dei voti positivi in pagella possono diventare oggetto di derisione da parte dei compagni. A Pinocchio così si presenta un’occasione di riscatto apparentemente perfetta: un affascinante sconosciuto, il Capitano Bulleone, comandante dell’esercito dei bulli della fantomatica città di Bullolandia, gli propone, attraverso un duro allenamento, di diventare un bullo del suo esercito, così che possa finalmente farsi rispettare e temere da tutti. Ma, attraverso l’aiuto della cara amica Alice e della Fata Turchina, Pinocchio capisce che scegliere la via del bullismo sarà un errore che lo porterà alla solitudine e che l’ingannevole Bullolandia altro non è che un mondo instabile e fasullo, tenuto in piedi soltanto dalla finta e fragile impalcatura psicologica e morale del ridicolo Capitan Bulleone.

All’interno dello spettacolo la tematica del Bullismo viene affrontata in modo ironico, cercando di ridicolizzare la figura del bullo. Attraverso una caratterizzazione quasi grottesca, si rivela, in modo divertente e comprensibile ad un pubblico di ragazzini, quanto i meccanismi psicologici di chi viene definito “bullo” siano deboli. Inoltre, attraverso la tecnica del Teatro Interattivo, gli alunni saranno chiamati a partecipare come “attori protagonisti” all’evolversi della storia; come in un gioco divertente saranno direttamente coinvolti nelle avventure degli insoliti personaggi: l’ingenuo Pinocchio, l’irascibile Bulleone, la brillante Alice, l’apprensiva Mamma e la saggia Fata.

Tutto ciò ha l’obiettivo di suscitare nei ragazzi una riflessione su argomenti che vivono e conoscono e recuperare il valore del Teatro come strumento di comunicazione alternativa facilmente fruibile. Uno spettacolo, insomma, senza età cronologica ma non anacronistico, consigliabile come pillola di saggezza, in un ambiente educativo dove gli atti di Bullismo stanno caratterizzando i comportamenti delle nuove generazioni.

… Fare il bullo non è un segno di forza ma di debolezza.

HANNO DETTO

<<Il “Pinocchio” di Renzo Pagliaroto ha raccolto tantissimi applausi per la sua prima assoluta nelle scuole del vibonese, impressionando positivamente anche i docenti. (…) La rappresentazione, infatti, per le tematiche in essa contenute, sembra essere un ottimo strumento per combattere le cattive manifestazioni vandaliche (…). Forse per la capacità di trasmettere il suo messaggio positivo sul tema del bullismo, forse per le coloratissime e accattivanti scenografie, forse per le indubbie scelte artistiche e strutturali dell’opera, di certo questa commedia è riuscita a lasciare il segno. Ma la capacità di dar vita alla giusta sintesi di tutto ciò va indubbiamente all’autore e regista Renzo Pagliaroto.>>

(Francesco Barritta – Calabria Ora -)

<<Protagonista dello spettacolo “Pinocchio”, è uno dei monelli più famosi della letteratura per l’infanzia (…). Il testo intende sensibilizzare alunni e docenti su un fenomeno ormai diffuso in tutto il mondo e che sta raggiungendo livelli assai alti di pericolosità sociale oltre che di risonanza psicologica per chi ne è vittima: il Bullismo. (…) La scelta di realizzare uno spettacolo per bambini e ragazzi nasce, quindi, dalla consapevolezza e dalla necessità di dover avvicinare le nuove generazioni al teatro, quale forma d’arte e di cultura nonché strumento di sensibilizzazione su importanti tematiche sociali.>>

(Alessandro Vicari – Il Quotidiano della Calabria -)