Clitennestra

Clitennestra

(ispirato a Clitennestra o del crimine di M.Yourcenar)
regia, scene e interpretazione Paolo Cutuli
aiuto regia e disegno luci Andrea Naso
durata: 55’
età: dai 15 in sù
[PREMIO PARODOS 2014 – TINDARI TEATRO FESTIVAL]

Clitennestra uccide suo marito Agamennone al ritorno dalla Guerra di Troia. Cos’ha fatto durante i dieci anni d’assenza del suo grande amore? Perché l’ha ucciso con l’aiuto del suo amante? Quale prezzo ha dovuto pagare per il suo sconfinato amore e per il suo efferato delitto?

L’ispirazione al “monologo” della Yourcenar dà spunto ad uno spettacolo performativo in cui la regia, asciutta e moderna, con l’avallo scenico e drammaturgico di tre trolley da viaggio, restituisce vita ai personaggi narrati in un alternarsi di pantomine e teatro d’attore, restando comunque rigorosamente a servizio del testo. Un testo preciso e spietato. Il pubblico di questo spettacolo diventa la corte che giudica Clitennestra; diventa il popolo di vedove in attesa del ritorno del marito soldato; diventa un campo solitario in cui si nasconde Egisto. Il pubblico respira le invasioni di Clitennestra e Clitennestra respira gli sguardi e ad essi si rivolge come ultima preghiera: per chiarirsi e per chiarire; per prendere una decisione finale.

HANNO DETTO

<<… È inutile dire che la Yourcenar sta dalla parte di Clitennestra e tutto ciò che Cutuli dirà con particolare bravura e con un’ampia gamma di variazioni tonali e vocali nei 50 minuti rimanenti, sono rivolti a giustificare i perché dei suoi comportamenti estremi… Un delitto d’amore che Cutuli realizza aprendo uno dei trolley con su scritto “Agamennone”… Il lavoro della Compagnia Dracma volge al termine e il pubblico se non assolverà interamente Clitennestra, decreterà almeno, insieme alla giuria, d’essere stato il migliore spettacolo del 1°Premio Teatrale Parodos svoltosi a Tindari… e ancora che a Paolo Cutuli è stato assegnato il premio quale migliore attore della kermesse.>>

(Gigi Giacobbe, Sipario)

 

<<… Un’ironia tragica e sferzante attraversa il racconto, mentre l’impostazione visiva e sonora di matrice pop attenua il rigore compositivo della tragedia senza mai abbassare la credibilità. In questo senso vanno intese le canzoni di Nada e Fiordaliso, trasformate in orazioni, e gli anacronismi voluti, che sospingono il tempo della narrazione lungo un ponte ben strutturato tra classicità e presente.
L’invenzione delle valigie trasformate in corpi da desiderare o squartare, è una buona intuizione del Cutuli attore-autore. Il colore racchiude le mille oscurità dell’odio, sottolineando le componenti della vendetta, dell’eccidio, del rimpianto, in una evocazione di sangue che ricade sullo spettatore, turbandolo…>>

(Gianluca Iovine per PAC)

 

<<… Paolo Cutuli, l’attore che l’ha assorbita nelle carni fino a farla rivivere come fosse di oggi… Ed è Cutuli che le restituisce la vera natura, androgina, o, meglio, senza sesso. Il violento e dolce destino di sperare amore e raccogliere dolore non appartiene a donna o uomo. Appartiene a chi, nascendo divino nel cuore, combatte con la propria scorza umana. Utile involucro che pretende ciò che non avrà mai: la pace…>>

(Nino Spirlì, Il Giornale – OFF)

 

<<… La vita intesa come viaggio, dove i personaggi-valigia spinti dal destino entrano in relazione solo temporaneamente con la protagonista, unica capace di amare così tanto da non sopportare il tradimento e l’abbandono … Un testo pungente e magistralmente interpretato da Paolo Cutuli, lungamente applaudito da un pubblico pienamente partecipe della tragedia in scena…>>

(Tiziana Primozich, Dailycases – Teatro Agorà di Roma Trastevere)

 

<<… “L’uomo che noi amiamo è sempre quello che le nostre bisavole hanno sognato”. Clitennestra non ha dubbi, Agamennone suo sposo è tutto per lei: dio, sogno, amore, passione, ardore. Ma anche inganno, tradimento, dolore, vendetta. La “Clitennestra”, diretta ed interpretata da Paolo Cutuli graffia l’anima, lacera le viscere, strozza le parole in gola, coinvolge nella sua diversità, appassiona nella particolare trasposizione scenica…>>

(Roma d@ leggere)

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