In Aspromonte la comunità si mette al centro della scena

In questi due anni di pandemia il Centro Sperimentale di Arti sceniche Dracma di Polistena ha sperimentato una nuova ricetta in cui l’allestimento è a cura del quartiere, gli attori professionisti si mescolano agli allievi e i testi sono scritti a più mani
L’allestimento è a cura del quartiere. Gli attori professionisti si mescolano agli allievi che hanno preso parte ai laboratori. I testi sono scritti a più mani e vivono della contaminazione del luoghi: incontri, ambiente, persone.
A scrivere i titoli di coda della messa in scena della produzione della residenza teatrale di Polistena, città d’arte con poco più di diecimila abitanti nell’Aspromonte reggino, ci si imbatte in un lavoro sociale che merita di essere raccontato.
In due anni la pandemia da Covid-19 ha quasi disintegrato un intero settore culturale ma il Centro Sperimentale di Arti sceniche Dracma, ha portato a termine il percorso dei tre anni della seconda residenza teatrale (2018- 2020) con un concept calato perfettamente nel clima del momento: le “rEsistenze”.
Progetto che Dracma ha usato per raccontare in un solo momento le difficoltà di persone comuni e operatori culturali, durante la pandemia.

Continua a leggere l’articolo del 21 agosto 2021scritto da Maria Pia Tucci su Vita.it