Sira

<<Il destino di uno dipende dalla scelta di un altro. “Sira”, infatti, è un messaggio di speranza, che trasmette la consapevolezza che, anche dove la famiglia fallisce, la scuola può supplire se solo chi è deputato all’educazione è cosciente e consapevole del delicato e difficile compito che gli è stato affidato. Cinquanta minuti di spettacolo, grazie al quale il Centro sperimentale d’arti sceniche Dracma riesce a catturare l’attenzione del pubblico, per prima avvolgerlo in un’infinità di sensazioni, e, successivamente, trasmettere messaggi positivi, di speranza. Il tutto grazie alla genialità degli unici attori protagonisti, Andrea Naso e Paolo Cutuli.>>

(Carmensissi Malferà – Calabria Ora – 1° febbraio 2011)

 

<<“Sira”, dunque, come Sera, nel nostro dialetto, sera come ambientazione temporale e scenica di una rappresentazione che ha tenuto alta l’attenzione dei tanti che (…) hanno potuto assistere ad un’ora di vero teatro, quello che ti tocca l’anima, ti scuote la coscienza, ti rimanda a casa con il cuore carico di rabbia ma anche di fiducia che giorni migliori possano spuntare, finalmente, all’orizzonte di questa martoriata, aspra e bella terra di Calabria. (…) Sul palco una scenografia essenziale, quella di un cantiere edile nei pressi di una stazione ferroviaria. Tra tavole e pedane sporche di cemento loro, i due protagonisti, Salvatore (il giovane Paolo Cutuli) e “il professore” (Andrea Naso). Due personaggi che da soli sono stati capaci di riempire la scena, con una recitazione superba, fatta di parole, gesti ed espressioni che hanno reso molto bene il tormento interiore di un ragazzo andato lì, nel cantiere, ad uccidere, e di un uomo (…) che riesce a dare un’ultima, salvifica lezione al suo vecchio alunno…>>

(Franco Pignotta – Il Quotidiano del Sud – 25 marzo 2011)