Cria da Marè | Marielle Franco, una donna, il potere e l’amore

Residenza artistica di studio e ricerca drammaturgica
(marzo 2021 - Durata 15 gg)

CONFINE INCERTO - Anna Macrì, Emanuela Bianchi, Giorgia Boccuzzi

Cria da Marè, è un progetto nato da un testo scritto da Anna Macrì come tributo a Marielle Franco, “figlia della Marea”, attivista e consigliera comunale di Rio De Janeiro uccisa il 14 marzo 2018 mentre rientrava a casa, freddata con quattro colpi di pistola. Donna, nera, ragazza madre, attivista e omosessuale dichiarata, Marielle era un simbolo della lotta per i diritti degli emarginati e si batteva contro le diseguaglianze e la violenza nelle favelas di Rio De Janeiro, la sua città. Da questo testo, il primo in assoluto scritto in memoria di Marielle, il gruppo ha mosso i suoi primi passi sviluppando una drammaturgia nuova, orizzontale (non vi è infatti un regista tout cour ma un creative work trainer) che ha come traiettorie di forza la diversità come unica via percorribile per una società sana ed in
evoluzione, durante la fase di revisione del testo e messa informa sono state basilari i dialoghi e le connessioni con la comunità brasiliana in Calabria, e l’approvazione della compagna di Marielle, Monica Benicio, che è anche stata con noi durante la prima, fondamentale è stata la ricerca musicale e un vissuto personale in cui risuona, riecheggia, la storia di Marielle, è lei che ha voce, una voce che ci evoca resilienza e coraggio, ovunque sia necessario, come qui. Adesso. Lo spettacolo denuncia, inoltre, in modo ironico e impertinente non tanto le diverse forme di violenza, quanto piuttosto l’assuefazione ad essa, la violenza come sistema di vita sociale a favore di chi?

Durante le due settimane di residenza a Polistena, la compagnia ha lavorato sullo sviluppo del processo creativo puntando a rendere essenziale la messa in scena e tendendo ad una contemporaneità funzionale al messaggio portante del testo, la condizione femminile, i diritti LGBT+, i diritti delle fasce deboli e l’integrazione sociale, nonché ad un nuovo modo di costruire la drammaturgia.
L’obiettivo del lavoro è stato, pur mantenendo le basi della struttura 
scenica, continuare a “togliere”, asciugare.
 Oggi, decantata l’urgenza di onorare un’icona mondiale 
quale è Marielle Franco, l’esigenza primaria è stata dilatare il messaggio per cui è morta, non in una mera rappresentazione vittimistica della situazione globale ma in un anelito di speranza di cambiamento, partendo dal basso, senza sensazionalismi e esaltando la bellezza e le possibilità di crescita che nascono sempre dalla commistione di diverse realtà.

Cria 
da Marè pone l’accento solo sulla rivoluzione salvifica del rispetto, accettazione e ri-evoluzione delle diversità.